Giordania (3-8 marzo 2010)

 

Certe emozioni e certe sensazioni sono davvero difficili da esprimere, e da
trasmettere soprattutto a coloro che non hanno vissuto esperienze simili.
Questo ora lo avverto come un grande limite, vorrei raccontare ogni emozione e
ogni attimo vissuto ma non ne sono in grado. Un breve viaggio in Giordania, nei
luoghi piu` turistici, mi ha colpito e toccato profondamente, ho avuto un
contatto intimo con la natura, coi grandi spazi naturali che da tanto tempo mi
affascinano e mi ammaliano. Non esistono emozioni piu` travolgenti, davanti
alla natura la mia anima si immerge totalmente e si lascia travolgere e
trasportare. Cerchero` di dare un ordine al mio viaggio, cinque notti tra Petra e
Wadi Rum, con Chiara, una ragazza che studia con me, conosciuta un mese fa; un
viaggio che alcuni definirebbero pazzo, folle, un viaggio che si puo` fare solo
finche si e` giovani, solo quando ci si adatta a tutto, quando si e` pronti per
qualsiasi cosa, quando si vogliono fare nuove esperienze, quando si vuole avere
un contatto profondo con la natura.
Lasciamo Damasco dopo lezione con un taxi per Amman: tutto è piu` veloce col
taxi, in bus in frontiera si rischia di attendere anche 5 ore. Ci ritroviamo a
165 km/h su una strada a due corsie con asfalto irregolare con un autista che
riesce a fumare, a parlare al cellulare e a tenere il volante. Accanto a me,
una ragazza tiene in un piccolo sacchetto di carta con un buchi laterali un
uccellino che trema incessantemente e si muove scompostamente. Mi chiede se
voglio vederlo, rifiuto, manca solo un uccellino impazzito che sbatte contro i
finestrini dell`auto! Idea pessima quella del taxi, andare a queste velocita`
è pura follia. Ma qui si è in Siria e non si ha la percezione del pericolo.
Per fortuna in Giordania tutto è diverso, c`è il limite degli 80 km/h e va
rispettato. Arriviamo a petra alle 10 di sera, dopo quasi 9 ore di viaggio,
siamo stanche, troviamo subito un hotel confortevole a poco prezzo. E` proprio
quello che fa per noi, andiamo subito a dormire. I due giorni successivi li
trascorriamo a Petra, favolosa! E` spettacolare, indescrivibile, purtroppo e`
invasa da un turismo di massa, ci sono i gruppi organizzati, che girano
ammassati senza assaporare il silenzio e i luoghi piu` nascosti e piu`
incantati. Per fortuna iniziamo la nostra visita presto, alle 7.30 siamo gia`
davanti al tesoro, ammiriamo la sua imponenza, ci chiediamo com`è possibile
che si sia conservato cosi` perfettamente, sembra costruito da poco. Ci
allontaniamo rapidamente dalla folla e dal rumore per immergerci nel cuore di
una Petra silenziosa e magica, il senso della scoperta aumenta, non c`è
nessuno con noi,  percorriamo i sentieri meno battuti, meno turistici. Troviamo
alcune caverne dove ancora oggi vivono i beduini; ovviamente si sono adattati e
hanno cercato di ottenere il maggior vantaggio dal turismo, tutti parlano
inglese, dal bambino di 5 anni alla vecchietta che raccoglie legna. Hanno dei
piccoli banchetti in giro per Petra, vendono i loro prodotti, artigianato
locale e dei ricordi classici di Petra, dei sassi colorati, delle antiche
monete , dei monili intagliati. Incontriamo due beduini gentilissimi, molto
simpatici e bellissimi, sono truccati, hanno il khul sugli occhi che li rende
ancora piu` belli e affascinanti, serve per combattere i raggi del sole ci
dicono. Si offrono come guide, ci accompagniamo ad una fonte di acqua e poi al
monastero coi loro muli, ci raccontano la loro vita li`, sono nati in una
caverna nel deserto, hanno visto i turisti prima dei loro genitori, sono fieri
di essere beduini, continuano a vivere la loro vita di sempre, hanno un mulo e
guadagnano qualcosa facendo cavalcare i turisti, e poi vivono a Petra, è la
loro vita. Da alcuni anni molti si sono spostati in un villaggio lì vicino, a
venti minuti a dorso di mulo da Petra, sono case basse, vuote, con un grande
cortile per gli animali. Ci sono tanti bambini, c`è una scuola. Da lì si
scorge Wadi Musa, il paese degli alberghi e dei ristoranti, nato e pensato solo
per i turisti, Farmville per i beduini. Passiamo la giornata con loro, mentre
bevono il tè nella tenda di un amico, mentre fumano il narghilè a più di
mille metri davanti ad un panorama mozzafiato, mentre cantano e recitano
poesie. Scendiamo dopo il tramonto al buio, per noi è molto difficile,
inciampiamo, non vediamo nulla, loro scendono tranquilli, i loro occhi sono
abituati all`oscurità, camminano scalzi nella roccia. Sono nati li`, hanno
sviluppato una grande conoscenza della natura. Arriviamo al villaggio beduino a
dorso di mulo, al trotto, ognuna con un beduino, mentre compaiono le prime
stelle. Ceniamo con loro nella Piccola Petra, attorno ad un fuoco con del cibo
cotto nella brace. Parliamo della loro vita, i beduini, ci dicono, sono forti
come il deserto, soffici come la sabbia, si muovono come il vento e sono liberi
come un uccello nel cielo. Nonostante l`invasione turistica perenne, continuano
a svolgere la loro vita, non sanno dove dormiranno il giorno seguente,, forse
vicino al monastero, forse nella loro tenda beduina, dipende dal tempo, da chi
incontrano, non hanno programmi, domani e` un altro giorno. E il turismo come
li ha cambiati?che cosa ha portato? l`alcol e le donne….tanti si ubriacano
ogni sera, e tanti hanno una donna occidentale. Ma non vogliono lasciare il
loro paese, loro sono nati li` e non vogliono cambiare la loro vita, ma sono
davvero belli, la vita nel deserto attira, da un po` di anni ci sono molte
donne occidentali che vivono li`. Un po` le capisco. E` la stessa percezione
che ho avuto quando sono andata in Marocco, nel deserto….come potrebbe un
beduino, un berbero, abituato a vivere nella natura e con la natura, ad
abituarsi ad un ambiente diverso? non ne verrebbe snaturato, privato della
parte piu` intima della sua anima? Che vantaggi ne trarrebbe?Una vita cosi` non
e` forse quella che piu`mantiene l`animo dell`uomo genuino e libero?
Le stesse riflessioni le faccio il giorno dopo, mentre saliamo al Monte Aronne,
la cima piu` alta di Petra, 1350m. Non c`e` nessuno, solo noi e la natura,
davanti a noi si estende un panorama infinito, si scorge Israele e la
Palestina, e` un`emozione incontenibile arrivare in cima, sotto il peso della
zaino e il forte calore del sole, saliamo sopra al tetto bianco del monastero e
ci rilassiamo perdendoci nell`infinita` degli spazi. Intorno a noi regna un
silenzio assoluto mentre dominiamo tutta Petra. Ripercorriamo il lungo sentiero
dell`andata passando attraverso un accampamento beduino che ospita ancora 25
persone: sono tutti giovanissimi, non vanno a scuola, parlano un po` di
inglese, give me biscuits, come for a tea madame, hanno vestiti sporchi,
lacerati, ci sono bambini che fumano, avranno meno di dieci anni, hanno i denti
gialli, rovinati, le mani callose, alcuni portano in giro le capre, altri
lavorano a terra. Torniamo in stanza al tramonto, ci rilassiamo e ci corichiamo
presto. Il giorno dopo, alle 6, ci aspeta il bus per il Wadi Rum.
A Chiara e` piaciuta di piu` Petra, a me il Wadi Rum, senza alcun dubbio: pura
natura, senza alcuna traccia umana, natura selvaggia, incontaminata, infiniti
spazi naturali, profondo e intimo contatto con l`ambiente circostante. Nel Wadi
Rum ho assaporato la liberta`, l`ho toccata con mano. Sono salita su una duna,
di sabbia rossa, e sono corsa giu` veloce, a grandi balzi, scalza, con le
braccia aperte, senza pensare a nulla, libera, mentalmente e fisicamente. Ho
visto le rocce mutare colore, le ho viste accendersi ed infiammarsi di sera, al
tramonto per poi perdere ogni colore, di mattina. Mi sono addormentata sotto le
stelle, alle 8 di sera, nel deserto, ho guardato il cielo stellato di notte, un
cielo illuminato a giorno che mai, in nessun luogo, avevo visto. Mi sono
svegliata di notte, al sorgere della luna, ho visto le stelle mutare la loro
posizione nel cielo, la luna spostarsi piano piano fino ad arrivare sopra di
me, mi sono riaddormentata con un leggero vento caldo, per poi risvegliarmi
all`aurora alle 5, scalare velocemente il monte vicino e vedere il sole nascere
dall`orizzonte e pian piano illuminare le rocce, il deserto, il mio cuore.

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