Il racconto impossibile

28 Aprile 2011. Scrivo nel blog dopo troppo tempo ma sono ancora molto disorganizzata e le giornate volano senza che io me ne accorga….e così ormai sono arrivata in Palestina da un mese e mezzo! Mi dispiace non essere riuscita a condividere con voi questo primo periodo di scoperta e conoscenza. E’ stato un mese intensissimo, nel quale ho avuto la possibilità di vedere tante cose, di apprendere tante tante nozioni sulla Palestina, di parlare con persone diverse e di entrare nella vita di questo fantastico popolo. Mai nella mia vita penso di aver imparato così tanto in così poco tempo.

All’inizio qui ho avuto un effetto di straniamento, le conoscenze che pensavo di avere su questa terra si sono volatilizzate appena ho iniziato a vedere la realtà dei fatti, non le pagine dei libri,le foto delle persone, né i racconti dei miei amici. Solo tramite l’esperienza diretta ho capito la forza del popolo palestinese, la loro tenacia nel resistere, in tutti i modi, sempre, in ogni attimo della loro vita.

Ci sono molti modi per resistere, ma quello principale che mai avrei definito così è quello di continuare a vivere qui, nonostante l’occupazione, nonostante le continue umiliazioni che subiscono da parte dei soldati israeliani, nonostante i 60 anni di occupazione.

Ora posso dire di avere già una visione diversa, più schierata, più matura del conflitto, dell’occupazione, della questione israelo-palestinese. Eppure nello stesso tempo davanti a me si è aperto un mare, una serie infinita di domande alle quali so che non troverò risposta in questi dieci mesi. La situazione è troppo complessa per essere riassunta in un libro, in un racconto, in una testimonianza, troppo complessa persino per i palestinesi. Questo mi ha causato una sorta di paralisi nello scrivere, nel raccontare agli altri quello che vedo qui. Da dove partire per raccontare? Sento di avere troppo da capire per avere il diritto di parlare….tutti abbiamo questa sensazione qui, noi attivisti arrivati da poco in terra palestinese. La realtà è diversa dai libri, per conoscere servono tutti i cinque sensi, solo vivendo qui si riesce a capire qualcosa del conflitto. Per questo durante questo periodo, a parte i miei scritti iniziali, mi sono bloccata, non ho scritto nulla per mancanza di tempo e anche per mancanza di lucidità….. Ma se vi capita, se state pianificando un viaggio venite qui per capire dal vivo cos’è la Palestina, per vedere dal vivo il muro, alto , grigio, che oscura la vita dei palestinesi, per ascoltare i palestinesi parlare, per capire la loro forza, per imparare da loro a resistere e forse anche a vivere. Venite a vedere la città di Hebron, emblema dell’occupazione, attraversa un check point a piedi, piantate un ulivo anche se sapete che verrà sradicato il giorno dopo, vedete dal vivo gli insediamenti, non semplici abitazioni isolate in cima alle colline ma vere e proprie città che servono ai fini dell’espansione dello stato di Israele.

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