Verso Nazareth, in autostop

“A Nazareth? Perchè vuoi andare a Nazareth? Ma lo sai che ci sono arabi?”. Secondo il gestore dell’ostello di Tiberiade dove sono alloggiata, non solo la più grande città araba d’Israele non va visitata ma anche fare l’autostop, “se l’autista è arabo”, è pericoloso. Così mi spiega in dettaglio le sue teorie. “Se si fermano due uomini, non salire. Se l’uomo è da solo, siediti nel sedile posteriore. Se ci sono donne stai tranquilla. Se sono arabi, assolutamente non salire”. Sorrido quasi divertita, forse una risata che nasconde sconforto e tristezza.
Di shabbat – che dura da venerdì pomeriggio a sabato sera – in Israele non ci sono mezzi pubblici. L’unica soluzione è l’autostop. Lascio Tiberiade di mattina presto, quando la città sembra ancora dormire. Pochissime auto, pochissimi pedoni. Ma l’autostop in Israele – e forse il mio look da israeliana/colona – vince su tutto. Tre diversi passaggi con un’attesa di pochi minuti, un bus palestinese e in meno di un’ora raggiungo Nazareth. Subito mi perdo tra le stradine tortuose e colorate di questa affascinate città mediorientale. Una città palestinese, tipicamente araba, con un suq vivace e rumoroso….

Annunci

Una risposta a “Verso Nazareth, in autostop

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...