Corsa poetica, in taxi

“Ma che bene che parlate l’arabo! Meglio di Mahmoud Darwish!” Ci guardiamo ed iniziamo. La parola Darwish ci fa scattare qualcosa nella testa. Basta uno sguardo.
“Bikubi-ssharabi al-murassa’ bil-azaward, intadhirha”
(Con la coppa incastonata d’azzurro, aspettala)
Habis, il tassista ci guarda stupito mentre recitiamo in arabo la poesia di Darwish Una lezione di Kamasutra
“’ala birkati al-ma’i hawla al-masa’ wa zahri al-kulunia, intadhirha”
(vicino alla fontana della sera e ai fiori di caprifoglio, aspettala)
Rallenta, il tragitto è breve, la poesia continua. L’abbiamo imparata a memoria, quasi per scherzo, ma alla fine ci siamo appassionate, e cerchiamo ogni occasione per recitarla. Ma nell’ambiente di lavoro non veniamo apprezzate. Questo è il momento adatto.
“…wa khudha ila moutika almushtaha, wantadhirha…..!”
(…Allora portala dolcemente alla tua morte desiderata e aspettala….! )
Terminiamo. Habis sorride. E’ il suo turno. E’ lui a scegliere.
Ci recita una poesia di Nizar Qabbani. Arriviamo a destinazione, paghiamo e salutiamo. In Palestina, anche una corsa in taxi può essere emozionante.

Per ascoltare in arabo la poesia recitata da Mahmoud Darwish con il sottofondo musicale del gruppo Il Trio Joubran, clicca qui.

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