Betlemme, a Natale

“C’è il mondo che vorrebbe essere a Betlemme per il Natale!”. In effetti alcuni miei amici dall’Italia hanno ragione. Non capita tutti i giorni di trovarsi a Betlemme proprio per le festività natalizie. Il volto della città si trasforma, si “illumina” di luce nuova. E’ il pomeriggio del 24 dicembre, cammino per le strette viuzze in salita per fare gli ultimi acquisti. E la città mostra un altro volto. Un enorme albero di Natale, dalle luci multi-colori, intermittenti, regna sovrano nella piazza. Non è per niente bello, è nel tipico stile arabo,  pacchiano, ma ha fascino. Vicino, su un grande palco ci sono esibizioni e piccoli concerti di gruppi locali palestinesi. Folle di turisti e di pellegrini attendono, pazienti, in coda, l’ingresso alla basilica della Natività. C’è un sofisticato sistema di prenotazione per poter partecipare alla messa di Natale. I biglietti sono finiti ormai da giorni. La polizia palestinese regola l’accesso al luogo sacro, mentre molte auto in fila si muovono lentamente zigzagando tra pedoni e transenne. E’ la prima volta che la piazza di Betlemme è viva, abitata. In Medio Oriente manca il concetto di luogo pubblico di ritrovo, di incontro. Non è come in Europa. Ma con un albero di Natale, un palco, venditori ambulanti di tè e caffè e bancarelle di dolciumi e di pannocchie, gli abitanti di Betlemme, i palestinesi della Cisgiordania e tanti, tanti turisti si sono riappropriati della piazza. Cammino per la strade felice, con una nuvola di zucchero a velo fucsia in mano.

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