La preparazione del pane, in foto

“Ci è arrivato un sacco di 50 kg di semola. Oggi voglio fare il saj” mi dice Mohammad. Il saj è un tipo di pane che mangiavo a Damasco, uno strato sottilissimo di pasta di pane che viene cotta su un a piastra fatta a semisfera. Poi si può farcire con formaggio, salsa piccante e l’immancabile murtadilla, di tacchino ovviamente. Ma in Palestina il saj non si usa. Qui i beduini fanno lo shrak, che poi non è tanto lontano dal saj. Anzi, qui non c’è nessuna differenza. E’ un’occasione per imparare. Si prende la semola, anche se Mohammad mi dice che è meglio mescolarla con la farina bianca, acqua calda, sale, lievito in granuli, e si mescola. Si lascia riposare per una-due ore, al caldo, e poi si formano delle palline di pasta. Si appiattiscono con le dita, si prendono in mano, si girano velocemente e si mettono su questa mezzaluna alimentata dal fuoco. Alcuni minuti e tutto è pronto. Se poi si aggiungono olio e timo, melanzane fritte impanate con le uova e formaggio beduino, si può fare un ricco pasto. Ecco il resoconto di una giornata, in foto.

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