Un’altra storia di pastori

Ieri sera il nostro vicino Mohammad è venuto a fare due chiacchiere con noi. L’argomento della giornata, almeno per noi, era l’arresto di un nostro amico pastore. Che con le sue pecore si era avvicinato troppo ad una colonia. E così Mohammad ci ha raccontato un’altra storia.

Pastore palestinese nella Valle del Giordano

Pastore palestinese nella Valle del Giordano

Un giorno stava portando al pascolo le sue pecore, ha visto l’esercito avvicinarsi, e così, per paura di essere arrestato, ( anche se ovviamente non aveva nessuna colpa) ha deciso di scappare via col mulo perché “l’asino è più veloce delle jeep” e ha lasciato le pecore da sole. I soldati sono scesi dal blindato e hanno controllato l’area. Poi la jeep è ripartita, “ma io non sono tornato dalle pecore perché conosco il trucco dei soldati: uno se ne va con la jeep e gli altri si distendono a terra vicino alle pecore aspettando che torni il pastore”. Così Mohammad è tornato a casa, ha atteso alcune ore, si è cambiato, veste da beduino e kuffiya in testa. “Quando sono tornato e ho ripreso le pecore, i soldati non c’erano più, ma anche se li avessi trovati lì non mi avrebbero riconosciuto”.

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