Back to al-Jiftlik

Ad al-Jiftlik, di nuovo, dopo un inaspettato mese a Beit Sahour. Ho ripreso a parlare arabo, a fare il pane, a costruire mattoni di fango. Prima settimana un po’ difficile, ma ora è tutto tornato alla normalità, mi sono ri-ambientata ai ritmi “beduini”, al caldo già soffocante, alle jeep militari, alla mancanza di acqua, alla polvere. Avevo lasciato il villaggio quando tutto era ancora verde, brillante, quando i fiori gialli illuminavano la valle. Ora tutto si è già trasformato, le fioriture sono appassite, i verdi campi coltivati sono diventati gialli, seccati dall’afa e dall’arsura. Eppure ora mi sento a casa, mentre scrivo queste righe sotto le frasche delle palme mentre una fresca aria mi accarezza il viso. Sarà la mia casa per il prossimo mese, fino a quando il caldo non diventerà insopportabile….e poi chissà….ho tante strade davanti a me, basta solo capire quella che voglio prendere.

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