Detenzioni arbitrarie

L’hanno arrestato di nuovo. E questa volta al check-point è rimasto tutto il giorno, dalla mattina alla sera. Bendato, ammanettato. Ismail, il nostro amico pastore, anche questa volta non aveva fatto nulla di male. Stava portando le proprie pecore al pascolo, vicino al suo villaggio. I militari lo hanno preso e portato con forza al posto di blocco. Senz’acqua, senza motivo. L’hanno accusato di aver tirato una pietra contro un’automobile di coloni. I soldati si rifiutano di parlare, sono scortesi, maleducati, arroganti. Impossibile attendere al checkpoint con Ismail. Fuori, sotto il sole, ad almeno cento metri da dove il nostro amico viene maltrattato ed umiliato. Forse lo vogliono portare in carcere, arrestarlo per uno, due, anche sette giorni. Si tenta la mediazione, invano. Lo rilasciano di sera, dopo dieci ore di detenzione. Nessuna parola, nessuna spiegazione. Tutto è arbitrario in questa terra, tutto è così ingiusto.

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2 risposte a “Detenzioni arbitrarie

  1. Quello che fai in Palestina ci onora tutti, lo so, è una battaglia contro i mulini a vento, ma tenete duro…
    A dispetto del clima torrido della valle del Giornano… non può piovere per sempre!

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