Salah, il tassista-autista

E’ sempre a casa nostra ma non avevo mai avuto l’occasione di parlarci assieme. Salah è un autista di service, sulla tratta Nablus – Gerico, a volte lo si vede attendere per ore nel garage di Nablus, altre volte correre veloce nella sua auto gialla. Clacson, un veloce saluto con la mano, un sorriso. Di sera spesso seduto a bere un tè nel nostro salotto, a chiacchierare con gli altri volontari. Ma io Salah non lo conoscevo. Per pigrizia forse. Oggi mi ha accompagnato a Fasayil, mezz’ora di strada, un buon modo per iniziare una conversazione. Ecco la sua storia.

Salah vive a Nasaryia, un piccolo villaggio a meno di venti chilometri da Nablus, i suoi genitori sono originari di Gaza, scappati nel 1967 e mai più tornati. Ha parenti in Giordania, Egitto, Arabia Saudita. Non è sposato, anche se non ha meno di 35 anni. Non gli chiedo il perchè anche se sarei curiosa di conoscerne il motivo. Non è un brutto uomo, è gentile, simpatico, curato nei modi. Ha 9 fratelli, vivono tutti a Nasaryia. Suo padre voleva che Salah studiasse all’estero, ma lui ha preferito finire la scuola superiore ed iniziare a lavorare. In Israele, come pittore e verniciatore, in un piccolo villaggio vicino a Salfit. “Prima dell’Intifada andavamo sempre a fare le gite a Tiberiade e Nazareth, ci mettevamo un’ora, nessun controllo, i check-point c’erano ma era come se non esistessero”. Poi nel 2000 tutto è cambiato. Israele ha iniziato a chiudere i confini, a restringere la libertà di movimento dei palestinesi. Salah all’Intifada non ha partecipato, ha continuato a lavorare in Israele. Poi il permesso gli è stato ritirato. E così ha iniziato a fare l’autista di service. Ogni giorno da Nablus a Gerico, un’ora, un’ora e mezzo di strada, 35 NIS (7 euro) per ogni passeggero. E a volte fino al Jisr – il confine giordano, 50 NIS (10 euro). Un lavoro stancante, sempre in auto, in attesa a Nablus per trovare passeggeri, in attesa al check-point per entrare nella Valle del Giordano. Ora Salah fa ancora l’autista, ma ha venduto il service al fratello e ha comprato un’auto. Ora fa il tassista. Lavora sempre nella Valle del Giordano, ma su richiesta. Conviene, guadagna di più, risparmia tempo, è meno stressante. Mentre, a casa, accendo il fuoco per preparargli il caffè, mi chiede quali sono i prezzi del taxi per la tratta al-Jiftlik-Fasayil. E’ ancora nuovo nel mestiere, non sa ancora bene quanto chiedere.

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