Makhrour, c’era una volta un ristorante

C’ero andata qualche volta a mangiare. Era uno dei pochi ristoranti nell’area di Betlemme che preparava piatti tipici palestinesi. Ed era in un posto bellissimo, alla periferia di Beit Jala, su una collina terrazzata, di fronte al piccolo e sfortunato villaggio di al-Walaje. Di sera era uno dei pochi posti dove si poteva trovare un po’ di refrigerio dalle calde estati palestinesi. Era una sorta di agriturismo, conosciuto e famoso tra gli abitanti di Betlemme. Una bel salone di legno, che mi ricordava tanto una baita di montagna.

Rovine del ristorante Makhrour (Beit Jala)

Rovine del ristorante Makhrour (Beit Jala)

Ieri mattina sono arrivati i bulldozer israeliani e l’hanno demolito. Due ore di tempo per portare fuori piatti, frigoriferi, cucine, tavoli. Poi tutto è stato raso al suolo. Di pomeriggio, quando sono andata a vedere com’era la situazione, i proprietari erano agitati, furiosi, increduli. Con gli occhi lucidi, ma con una forza d’animo incredibile, la moglie del proprietario ci ha raccontato la storia. “Alle 5 di mattina ho visto dei bulldozer israeliani avvicinarsi ed ho capito subito che venivano per me. Avevamo comprato i terreni nel 2000, e avevamo deciso di costruire un ristorante”. In poco tempo il Makhrour, che prende il nome dalla verde valle in cui sorge il locale, si era fatto conoscere ed ogni giorno era frequentato da molte famiglie di palestinesi. “Questa è la tassa che ogni persona che ha successo deve pagare” ci ha raccontato la proprietaria – non avevamo chiesto il permesso anche se qui siamo in area C perchè abbiamo costruito il ristorante solo con metallo e legno. E poi ottenere un permesso di costruzione è praticamente impossibile”. Sei mesi fa l’Autorità Palestinese (Anp) ha dichiarato l’area terra statale e ha in seguito consegnato ai proprietari un ordine di stop dei lavori e di demolizione. “Un giorno sono venuti qui alcuni agenti dell’Autorità Palestinese e ci han consegnato questo foglio, che è chiaramente falso, in cui si diceva che volevano demolire il ristorante”. Che c’entra l’Autorità Palestinese in area C, che è sotto il totale controllo israeliano? “Qualcuno all’interno della Sulta (Anp) vuol trarre profitto da questa storia. Han chiaramente fatto un accordo con gli israeliani, vogliono mandarci via da qui, prenderci queste terre, per rivenderle. Maggio e giugno sono due mesi perfetti per la vendita di terreni qui in Palestina” ha continuato la proprietaria – ma io qui resisterò, pianterò una tenda, continuerò a fare ristorazione lì dentro”.

Anche la casa dove vivono i proprietari, che si trova a pochi metri dall’ormai ex-ristorante, ha ricevuto un ordine di demolizione. “Han detto che verranno tra due settimane per demolirci anche la casa. Se dovessero farlo, pianterò una tenta e ci vivrò dentro. E se ci dovessero distruggere anche le tende, utilizzerò le terre per il pascolo di pecore e mucche. Magari per gli animali hanno più pietà.

 

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