Yassir, il pastore e il fuoco israeliano

la comunità beduina di Wadi al-Maleh

la comunità beduina di Wadi al-Maleh

Yassir stava portando al pascolo i cammelli quando un proiettile l’ha colpito al petto fermandosi a pochi centimetri dai polmoni. Chi ha sparato? E perchè? Forse è meglio fare un passo indietro. Yassir è un ragazzo palestinese di 17 anni che vive in una comunità beduina nella parte settentrionale della Valle del Giordano, in una zona che le autorità israeliane hanno dichiarato area militare chiusa. Una zona che i soldati utilizzano per addestramenti ed esercitazioni militari nonostante vi siano popolazioni beduine che la abitano. Yassir è stato colpito da un proiettile volante, era coi suoi cammelli, è tornato a casa a dorso di mulo, più di cinque chilometri da solo, ferito. Lo zio lo ha subito accompagnato alla più vicina base militare israeliana, ma i soldati si sono rifiutati di curarlo dichiarando che non era colpa loro. Così di nuovo da soli si sono recati all’ospedale di Tubas. Da lì Yassir è stato stato trasferito a Nablus e poi a Ramallah dove è stato operato. “Il medico ci ha detto che è stato fortunato” ci ha raccontato la madre – pochi centimetri in più e avrebbe avuto danni irrimediabili ai polmoni”. Ora Yassir è in un piccolo villaggio vicino a Jericho, in riposo. Tra qualche settimana finalmente potrà far ritorno a casa. E solo qualche giorno fa le autorità israeliane hanno riconosciuto la propria responsabilità.

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