Casa, finalmente!

Finalmente ho una casa. Finalmente ho un letto mio dove dormire. Un mio spazio per pensare e riflettere. Un mio spazio di mondo. Un mio tempo. Finalmente ho un bagno, una doccia, acqua corrente in casa, il gas. Uno scaffale dell’armadio dove mettere i miei vestiti. Una lavatrice, un vero materasso. Delle pareti, reali, non di mattoni di fango. Un forno, ad elettricità, non ad energia solare. Piccole cose, scontate nel mondo occidentale. Mi è servito molto capire che si riesce a vivere anche senza questi “agi”, che, certo, ci si deve abituare, ma non sono indispensabili nella vita. Come quella volta che, partita per un trekking di dieci giorni in montagna, ho capito che potevo far stare i miei affetti personali in uno zaino di 8 chili. Da quella volta mi piace partire così, libera, leggera.

Vista dalla casa di al-Jiftlik, le pecore del vicino

Ora però ho anche capito che a volte bisogna fermarsi, riprendere fiato, avere tempo e spazio per sè. E così ho iniziato ad apprezzare le piccole cose. I piccoli agi della via quotidiana ora mi sembrano grandi conquiste.

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