Giorni di libertà

Tramonto ad Erzilya, a nord di Tel Aviv

Non ero mai stata la mare in Israele. Non lo potevo concepire. I palestinesi che vivono in Cisgiordania non ci possono andare, a meno che non venga rilasciato loro un permesso da Israele. Ma il sistema dei permessi si sa bene come funziona. Molti miei amici al mare non ci vanno da più di dieci anni. In Cisgiordania non c’è altro, qualche piscina naturale e il Mar Morto, che però oltre ad essere salato è pure controllato da Israele. Eppure il mare è vicino, vicinissimo. Un’ora in auto da Betlemme. Mi ero sempre opposta. Ma la settimana scorsa non ce l’ho fatta. Avevo bisogno di fuggire, di staccare dalla realtà palestinese. Ero insofferente, antipatica, nervosa. Non riuscivo più a tollerare il disordine, la disorganizzazione, le futili chiacchiere, i tempi eterni e dilatati. Persino la gentilezza della gente mi faceva innervosire. Non rimaneva altro che fuggire. E qui l’unica soluzione è Israele. Due giorni al mare, sul Mar Mediterraneo. Sempre ricordandomi dell’occupazione, del fatto che i miei amici palestinesi della Cisgiordania al mare non ci possono andare, che loro non hanno il diritto di “staccare”. Ma anche pensando a me, al mio bisogno di prendermi una vacanza, di rigenerarmi. Ed è proprio quello che è avvenuto. Cesarea, Netanya, Erzilya, spiagge bianche e selvagge, acqua limpida e trasparente. Mare mosso, bellissimo. Notte in auto vicino alla spiaggia. Rilassante, rigenerante.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...