Ritorno ad Akka

Akka, una calda giornata di giugno. A passeggio vicino al porto. Ricordi e pensieri. E’ passato più di un anno da quando ho visitato questa bellissima cittadina sulla costa. Ero stata qui da sola, dopo nemmeno due mesi di Palestina, ad esplorare e conoscere i palestinesi del ’48. Già a quel tempo Akka mi aveva particolarmente colpito ed impressionato: un vivace mercato tradizionale, vicoli stretti ed antichi, un porto vivo, rumoroso, caratteristico e popolato dai locali. Una tipica città libanese, molto simile a Tiro e Sidone. Essere di nuovo in questa cittadina mi ha fatto tornare nuovamente in mente il Medio Oriente che avevo vissuto nel 2010, dove gli odori, i rumori e i colori mi catturavano e mi trasportavano in un mondo immaginario ed esotico.Passeggiamo lungo il porto e ci sediamo ad osservare le allegre famiglie palestinesi che si godono la fresca brezza marina prima del tramonto. E’ una delle poche città dove esiste la dimensione del luogo pubblico, dove c’è un posto comune di incontro e socializzazione. I bambini urlano, si rincorrono, ridono, le donne chiacchierano sedute in cerchio. Gli uomini fumano il narghilè, giocano silenziosi a backgammon sorseggiando un tè fumante. Questa è Palestina, questo è il Medioriente.

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