Al check-point, verso casa

Ogni giorno quando torno a casa dal lavoro decine di tassisti mi attendono al check-point di Betlemme. Io cerco di confondermi tra la lunga fila di lavoratori che camminano veloci tra le gabbie metalliche del posto di blocco. Sguardo basso, passo spedito. Eppure non basta. Taxi taxi. Where do you want to go? Non rispondo, sono stufa, dopo più di un anno di Palestina son diventata impaziente, stanca di essere sempre e comunque considerata una internazionale, una turista. E anche se fossi una turista non mi piacerebbe questo loro modo di approcciare la gente. Just 15 shekel. Nativity Church. Scuoto la testa, cerco i service, salgo veloce. In meno di un minuto l’auto si riempie. Tutti uomini, tutti lavoratori che di mattina all’alba attendono l’apertura del checkpoint per poter entrare in Israele per lavorare. Meno di dieci minuti, 3 shekel, e sono a casa.

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