Che ore sono?

Come in tutto il Medioriente, anche in Palestina con il Ramadan si modificano ritmi ed abitudini di vita. Ma la situazione che si viene a creare in Cisgiordania rasenta l’assurdo. Ogni anno l’Autorità Palestinese prende la decisione di cambiare l’ora per facilitare il duro digiuno nel torrido mese di luglio. Quest’anno in realtà non si sa ancora nulla. Ma immaginiamoci lo scenario peggiore. Gli orologi si spostano avanti di un’ora. Il tramonto e di conseguenza la rottura del digiuno arrivano prima. Purtroppo però non è così per tutti. Prima di tutto alcuni musulmani, non si sa per quale ragione, non lo sanno o non si preoccupano troppo di orari e appuntamenti. Inoltre i cristiani della Cisgiordania – e a Betlemme e Beit Sahour sono la maggioranza – non cambiano l’ora perchè “sono solo i musulmani che hanno un’ora tutta loro”. In Israele idem. A Gerusalemme dipende. I musulmani sì, gli altri no. La cosa divertente è che io vivo in Cisgiordania e lavoro a Gerusalemme. E i miei colleghi mi hanno annunciato che inizieremo un’ora dopo ma che terremo “il fuso orario israeliano” anche se il nostro ufficio è a Gerusalemme Est. Quindi mi trovo nell’assurda situazione di cambiare l’ora due volte al giorno. Quando passo il check-point verso Gerusalemme perdo un’ora. Quando lo riattraverso in direzione di Betlemme la recupero. Ovviamente così non si può vivere e quindi terrò l’ora cristiana/israeliana/non musulmana. Tuttavia la mia coinquilina, dato che lavora in Cisgiordania con musulmani adotterà la nuova ora. Vivremo nella stessa casa con due ore diverse. Divertente, anche se assurdo. A volte qui diciamo ridendo un po’ per sdrammatizzare la situazione: prima di richiedere uno stato, i palestinesi dovrebbero mettersi d’accordo sull’ora.

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2 risposte a “Che ore sono?

  1. L’assurdo come punto di congiunzione della voglia di piangere e della voglia di ridere. Un altro trucco per sopravvivere. Ti ringrazio per i tuoi articoli così diversi da quello che si legge nei media o anche in altri blog, non ti conosco ma mi sembrano le lettere che potrei ricevere da un’amica che fa un’esperienza a me impossibile.
    Approfitto per dire che trovo bellissima, e tecnicamente perfetta, la foto che hai messo in alto.
    Buon proseguimento.
    MCarla

  2. Grazie mille! A volte è difficile raccontare ai miei amici che vivono in Italia una realtà così diversa e complicata che ormai è diventata parte della mia quotidianità….ma n qualche modo con questo blog ci sto provando…..
    Anna

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