Ritorni e partenze

E’ passato più di un mese dal mio ultimo post. Un mese come i precedenti. Caotico, carico di emozioni, condivisioni, incontri. Un mese intenso, forse anche per la settimana di “vacanza” in Italia. Una maratona di incontri ed emozioni, come mi piace definirla. Un rovesciamento dei due mondi in cui sono sospesa. Ho vissuto la Palestina in Italia e l’Italia in Palestina. Ho perso la cognizione dello spazio e del tempo .Mi svegliavo la mattina senza sapere dov’ero, con facce note, le solite facce che incontro ogni giorno a Beit Sahour. Ma ero in Italia. Uno stacco che però mi ha fatto vedere l’assurda realtà che vivo in Palestina da fuori. Che mi ha fatto capire che forse è giunto il momento di partire. O per lo meno di mettere la parola fine a questa esperienza qui. A trovare una data di partenza. Fine dicembre? Certo, per trovarla è necessario crearsi delle opportunità altrove, altrimenti si entra nel circolo vizioso in cui cade molta gente. Non voglio stare qui per lavorare, ero venuta con altri scopi, più politici, più legati alla scoperta e all’analisi di una causa tanto studiata sui libri d’università. Mi hanno rinnovato l’internship, con un aumento del 50% – a dimostrazione del fatto di quanto poco fossi e sono pagata. Ma mi piace, mi permette di imparare molto, sulla Palestina, e non solo, di ampliare i contatti, di crescere. Ora inizia un’altra fase ancora: cambio di nuovo casa – la decima in meno di tre anni, forse un po’ troppo – , vado a vivere da sola perchè ho bisogno di un po’ di tranquillità soprattutto mentale. E i miei amici più cari partono, o sono già partiti. Lo stadio Palestina è finito, tornano nei loro paesi e cercano in qualche modo di applicare lì quello che hanno imparato dalla loro esperienza palestinese. Soprattutto a livello umano, penso. Tra poco sarà il mio turno. Non è facile né partire né salutare. Bisogna essere forti, credo. Ma a volte sai che nonostante lo spazio ed il tempo ci son persone anche lontane che ti conoscono, che han condiviso parte della tua vita con te, che ti han dato e a cui hai dato tanto, che, nonostante tutto, ci sono e ci saranno sempre. Buon viaggio!

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