A raccolta

“Grazie per essere venuti. Di solito i coloni ci tirano contro i sassi contro mentre raccogliamo le olive”. Un tempo, dove ora sorge l’enorme colonia di ebrei ortodossi Betar Illit, c’erano le terre di Shirin. “Mi hanno rubato tutto, la mia terra, i miei olivi, la mia vita” ci racconta il padre.

Passano al di là della rete metallica che separa la colonia dalle terre che non sono ancora state confiscate. Ci guardano, proprio come si guardano gli animali allo zoo. Sono vestiti di nero, con i tipici vestiti dello shabbat. Un cappello di pelle che sembra una marmotta. I bambini ci indicano, ci guardano curiosi. I genitori dicono loro qualcosa, in ebraico. Sono a meno di due metri di distanza, al di là della rete, dove i palestinesi non possono andare.

“Tutto per colpa vostra, tutta colpa dell’Europa, che ha creato i problemi e poi se ne è lavata le mani”.

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