Resoconto di una giornata surreale

C’è agitazione ed isteria nell’aria. Le notizie si susseguono una dopo l’altra. Nessuno ha internet, la radio non prende, ci sono aggiornamenti sporadici. Giornata nella Valle del Giordano, in una piccola comunità beduina, con il Freedom Theatre. Tre jeep dell’esercito e un carro armato mentre aerei militari volano a bassa quota nell’area. Pare che ci siano carri armati anche a Betlemme, Beit Jala, Beit Sahour. Nessuna conferma ufficiale, solo voci di corridoio. “Chiara è stata arrestata” mi dice Luisa Morgantini, in tour con noi. Chiara, una volontaria arrivata qui un mese fa, mentre stava partecipando ad una manifestazione a Nabi Saleh. I soldati se ne vanno, dopo un po’ anche noi, saluto la mia casa dove avevo vissuto quattro mesi. Al-Jiftlik-Ramallah in bus. Poco dopo il tramonto. Tre missili a Gerusalemme, dice qualcuno. Colpita colonia di Gilo, a pochi chilometri da Betlemme, dice qualcun altro. Arrivano le telefonate, più attendibili. Son suonate le sirene a Gerusalemme e nelle colonie di Har Homa e Gilo. Si son sentite in tutta la città santa ed anche a Beit Sahour. Son caduti missili, non si sa bene dove. L’isteria in bus cresce. Alcuni internazionali qui da poco son spaventati. Missili a Gerusalemme? Nessuno parla di Gaza, dove si sta compiendo il vero massacro. 24 morti, dopo re giorni di violenti bombardamenti. Io rido. Una risata isterica. Scendiamo a Ramallah, cerco un service assieme a delle ragazze palestinesi di Betlemme. “Come sono le strade? Ci sono problemi?” una delle ragazze piange – “Mia mamma mi ha detto di rimanere a dormire a Ramallah, mi ha detto di non tornare a casa”. L’autista la rassicura, non ci sono problemi, la strada è aperta. “Ci sono carri armati a Beit Jala, in città” mi spiega una delle sua amiche – “I nostri genitori han paura che ci siano problemi per strada, che i checkpoint siano chiusi”. Salgo in service. Poco dopo si parte. Nessun problema, il service sfreccia con sorpassi azzardati nella buia a tortuosa strada che collega Ramallah a Betlemme. “Un razzo su Betania?” esclama l’autista al telefono – “Ma è dove abito io!”. Arrivo a casa ed inizio a leggere quel che è successo realmente. Mentre Chiara rimane in prigione. Mentre i miei amici e il popolo di Gaza passeranno un’altra notte sotto le bombe.

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