Gaza – un massacro

I morti aumentano di ora in ora. 48, 50, 52. Donne, bambini, anziani. Popolazione civile. E’ notte, non riesco a dormire. Facebook e Twiter diventano una droga. Seguo i continui aggiornamenti dei miei amici a Gaza. Sono le 4 di mattina, il muezzin richiama alla preghiera. Manca poco all’alba. Le notizie si susseguono. Sentiamo il dovere di diffonderle. Video delle Brigate Al-Qassam. Video di Anonymous. Attacco alla sede dell’emittente Al-Quds. Feriti sei giornalisti. Un cameraman perde la gamba. Proseguono attacchi mirati contro le sedi degli organi di informazione. Al-Alqsa News, Al-Arabiya. Un chiaro tentativo da parte di Israele di oscurare quello che sta avvenendo. Il massacro in corso.

Si è fatta mattina. Il tempo assurdamente vola mentre le notizie si rincorrono e si aggiornano di continuo. Intanto le vittime crescono. 59. Bombardata una casa a Gaza. Quattro donne e una neonata sono morti. Massacrata un’intera famiglia. Cinque fratelli e sorelle. Numeri, numeri. Sono persone anche loro. Proprio come noi. La loro vita ha lo stesso valore della nostra. Bisogna ricordarselo questo.

Ce lo ricordano anche i giovani di Gaza in un appello rivolto a tutto il mondo:

Da Gaza alla gente di tutto il mondo…noi non siamo numeri, noi siamo esseri umani! Noi abbiamo dei nomi, abbiamo delle famiglie, abbiamo dei bambini, abbiamo delle emozioni e abbiamo dei sentimenti…ogni vita ha una storia…come le avete voi e come qualsiasi essere umano! Non siamo solo delle dannate notizie di morte! “da Gaza Youth Breaks Out

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2 risposte a “Gaza – un massacro

  1. Pingback: Gaza & Israel’s “Pillar of Defence” « MAKTUB·

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