Verso sud

bouazizi

Il vento, il freddo e la pioggia lasciano il posto al sole e all’azzurro che ci accompagnano per tutto il viaggio verso sud. La destinazione è Sidi Bouzid, città natale di Bou ‘Azizi, primo martire della rivoluzione tunisina. 250 chilometri, tanti alberi di ulivo e distese di alberi e campi, separano la capitale tunisina da questa cittadona moderna collocata nel cuore della Tunisia. Forse fino a due anni e mezzo fa nessuno aveva mai sentito parlare di questo posto, rimbalzato sulle cronache di tutto il mondo dopo che il giovane tunisino commerciante ambulante, Bou ‘Azizi, ha deciso di darsi fuoco. E’ la prima scintilla della Rivoluzione dei Gelsomini che in meno di un mese porterà alla destituzione di Ben ‘Ali e che contagerà la società civile di Egitto, Libia, Yemen, Arabia Saudita, Siria e Giordania.

Quando arrivo a Sidi Bouzid sono emozionata. E’ questo il luogo fisico e simbolico dell’inizio delle rivolte arabe. C’è una gigantografia del giovane, una scultura del suo carretto. Dopo di lui son caduti tanti altri martiri che han lottato e sfidato la dura repressione del regime chiedendo dignità, lavoro, libertà. Ma non voglio dimenticare nemmeno tutti coloro che prima di Bou ‘Azizi si son battuti rivendicando i loro diritti e che son stati uccisi nel silenzio e nella complicità internazionale. E non vorrà dimenticare nemmeno tutti coloro che si battono e che continueranno a combattere perchè avvenga un reale cambiamento del sistema, che non sia solo di facciata, come purtroppo è avvenuto nei principali paesi che hanno vissuto quella che ci piace definire “la primavera araba”.

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