Le due Tunisie

Tunisia social forum 2013

Tunisia, vicina, lontana, dipende dai punti di vista. Due volte in un mese, ma da luoghi diversi. La Tunisi di marzo, del social forum di cui non ho parlato nel blog, mi è parsa una città occidentale, colonizzata, così diversa e lontana dalla realtà egiziana dalla quale arrivavo. I miei amici erano allegri e spensierati, per loro era una vacanza, la realizzazione di un progetto, uno stacco dalla noiosa quotidianità. Per me rappresentava l’ultima tappa di un lungo viaggio, forse iniziato tre anni prima. In una settimana sarei arrivata in Italia, il ritorno era vicino, anzi, mi sembrava proprio di toccarlo, era lì nell’aria che respiravo, nelle cose che facevo. Non sono riuscita a lasciarmi prendere dall’energia del social forum, non ho nemmeno provato a conoscere nuova gente, a prendere nuovi contatti, a scrivere articoli. Non sono nemmeno riuscita a lasciarmi andare, a ballare al ritmo delle musiche della rivoluzione tunisina, a ridere spensierata senza pensare al domani.

La Tunisia di maggio mi è parsa araba, affascinante, orientale e non solo perchè mi sono spinta fino al villaggio di Sidi Bouzid. Un mese in Italia mi ha fatto cambiare la prospettiva, mi ha fatto riadattare, seppur lentamente, ad un mondo occidentale, ordinato, silenzioso, e forse per questo anche più monotono. Mi sono avvicinata alla Tunisia con la spensieratezza che da tempo mi mancava, ridendo a crepapelle, come se me accorgessi per la prima volta, per tutte le assurdità di quel mondo. Per le improvvise strade sterrate, per l’enorme quantità di cibo che mi veniva offerto senza la possibilità di rifiutare, per il regole stradali “molto personalizzate”, per i motorini contro mano, per gli assurdi discorsi religiosi stile “Ma come fate a credere a Gesù? Se fate l’esame del DNA che cosa trovate?” senza poter rispondere “Ma come fate a credere a Maometto?”, per le patatine fritte a cui veniva aggiunto sopra dell’olio, per la birra bevuta di nascosto e per l’estrema difficoltà di eliminare le lattine, per i mille tè troppo zuccherati e per i terribili dolcetti alle mandorle dall’aspetto invitante. Ho riso come una bambina, mi son gettata in una realtà familiare seppur per certi versi sconosciuta, mi son mossa con agilità e sicurezza, vivendo al 200% ogni incontro, ogni sorriso, ogni storia che mi veniva donata. A cambiare di sicuro non è stata la Tunisia.

Alla fine, è tutta questione di punti di vista.

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Una risposta a “Le due Tunisie

  1. Vorrei riuscire a trovare la stessa tua spensieratezza nell’affrontrare il viaggio che faremo in Giordania. Come diceva Marcel Proust “il vero viaggio non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi…”

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