L’Amsterdam che non ricordavo

Ultimi preparativi, inaugurazione della mostra, poche ore di sonno e poi via verso Amsterdam. Questa volta per una piccola vacanza europea, a trovare alcuni amici. Qualche giorno di relax prima di incastrare i mille impegni estivi.

amsterdam biciclette

 L’aereo arriva in anticipo di più di mezz’ora. E’ sempre così quando non si ha fretta. Mi perdo per i lunghi ed infiniti corridoi dell’aeroporto, tra scale mobili, negozi e monitor lampeggianti cercando di far passare il tempo. Son spaesata, stanca, scarico pian piano la tensione e l’adrenalina che ho accumulato nei giorni precedenti, attendo il treno verso la stazione centrale con un biglietto in mano che non so dove obliterare ed una faccia abbastanza stordita per chi mi sta osservando. Dieci minuti dopo mi ritrovo nel centro di Amsterdam. Ci ero già stata, ad Amsterdam, quando avevo 12 anni. Ne son passati 15 e ho dimenticato ogni cosa.

 Cammino lentamente sotto il peso di uno zaino solo apparentemente piccolo e leggero. Ci son due donne che sbraitano in una lingua sconosciuta con in mano un cartello sul fatto che Dio ci ama – gli infervorati religiosi ci sono ovunque. Poco più in là, giusto oltre la pista ciclabile dove sfrecciano veloci le biciclette, inizia una via turistica con orribili negozi di ogni tipo. Calamite per il frigo, Mc Donald’s, bazar che vendono bulbi di tulipani a prezzi scontatissimi ed il miglior negozio di patatine fritte di tutta Amsterdam – almeno da quanto dice l’enorme insegna blu. Quindi c’è una possibilità estremamente alta che non lo sia.

 Giro stupita ed incuriosita, cercando di decifrare scritte incomprensibili, di riconoscere luoghi già visti e di trovare, senza riuscirci, una musicalità nella lingua olandese (che riesca ad arrivare direttamente al secondo posto nella mia classifica di “lingue più brutte del mondo”, dopo l’ebraico ovviamente). Giro tenendo la testa all’insù per osservare le caratteristiche casette in stile nordico, dalle facciate strette e dalle grandi vetrate. Aumentando esponenzialmente la probabilità di essere investita da una bici.

 Attendo il mio amico prendendo il sole su una comoda banchina vicino ad un canale. Ho nove giorni per scoprire la Venezia d’Europa, una città che solo nelle mia testa pensavo di conoscere.

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