Dimenticanze

Pen and diary.

“Scusi ha una penna?”

Sembra incredibile ma il mio viaggio in Turchia inizia così, alla ricerca di ciò che non dimentico mai, uno strumento indispensabile che mi accompagna da anni, soprattutto nel momento della partenza quando i pensieri si affollano nella mente ed esondano senza poterli contenere. La penna quando viaggio è come il passaporto, la carta d’identità, il biglietto dell’aereo. Non la dimentico mai.

Una penna che la signora dell’unico bar del gate non mi vuole dare, non le vende e ha solo quelle che le servono. Vorrei proporle di renderle commerciabili ma mi sembra troppo stressata ed occupata per mettersi a discutere su un argomento del genere. Non vende penne, punto e basta. Peccato ci avrebbe pure potuto guadagnare qualcosa.

Una penna che al duty free shop costa 29 euro, è Swarosky. “Ehm grazie, cercavo una bic, per scrivere nel mio diario. Grazie lo stesso”.

Mi salva il mio vicino di sedia che, anche se non capisce l’italiano quando mi vede sorridente mentre dico qualcosa di incomprensibile e, come un’idiota, apro il mio diario e glielo mostro, tira fuori una penna e me la porge con un sorriso.

Il viaggio ora può cominciare.

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