La sim card turca

turkcell

Ormai io e il negoziante che vende cellulari vicino a casa mia siamo amici. Nella sola giornata di ieri son stata da lui almeno cinque volte. Una piccola stanzetta dove ci son sempre almeno quattro persone che parlano, giocano coi cellulari e si fingono a loro volta venditori sentendosi liberi di aprire tutti i casetti e le vetrine del locale. Cinquanta gradi senza giro d’aria, una tenda che al posto di riparare dal sole blocca ogni tentativo di arieggiamento del locale. Accanto, una strada trafficata e rumorosa. Insomma il luogo adatto dove lavorare, soprattutto nel periodo estivo.

E il mio amico dietro al bancone, con la sua camicietta blu appena stirata, sorride. Capelli neri col gel, barba curata, il volto dolce e simpatico, un po’ lo stereotipo che abbiamo dei turchi. Sorride mentre io non riesco nemmeno a respirare. Sorride anche se la mia scheda sim che ho comprato il giorno prima non è ancora stata attivata. Sorride ogni volta che chiama un suo amico diverso per fare la traduzione dall’arabo al turco. La parola “problem” però la capisco. E continuo a ripeterla. C’è un “problem” nella registrazione della scheda sim. “Problem, problem”. E poi continuo in arabo rivolta all’amico. “I am sorry” mi risponde, sorridendo dolcemente. Prende il telefono, digita un numero, parla. Forse è meglio non capire quello che dice. Mette giù, lo richiamano, parla ancora. E’ la quinta volta che vado e si ripete la stessa scena. A parte il caldo, che è sempre peggio. Saranno cinquanta gradi, se non di più. Ed ogni volta mi dice di aspettare due ore per l’attivazione della carta. E se non funziona di tornare da lui. Ed ogni volta ci torno.

 Stavolta però è diverso. Sono le 7 di sera, il “problem” sembra non risolversi e il mio amico sembra aver capito perchè. “Nel tuo passaporto non c’è scritto il nome del padre e della madre. Hai un altro passaporto?”. “…”. Mi spiazza, non so bene come rispondere. “No, ho solo questo. Ed è normale che non ci sia il nome dei miei genitori, in tutta Europa è così. Però se hai bisogno ti scrivo i loro nomi su un foglio di carta”.

Niente da fare, senza nomi dei genitori scritti sul passaporto sembra impossibile fare una scheda sim con la Vodafone. “Problem, I am sorry”. Secondo il mio amico che continua ad avere la camicia blu stirata mentre io non riesco a smettere di sudare, l’unica soluzione è cambiare operatore. Mi arrendo alla realtà dei fatti, forse alla Turkcell non interessa se il nome dei miei genitori non è scritto sul passaporto. Cambio scheda, nuovo numero. Anche se con un po’ di ritardo rispetto a quanto detto, oggi il mio numero turco funziona.

Passerò a salutare il mio amico per dirglielo e so che lo troverò dietro il bancone. Con la sua camicetta stirata. Sorridente.

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3 risposte a “La sim card turca

  1. Ciao! quindi per attivare una Sim turca non ci vuole tempo se tutto va bene? io vorrei fare un viaggio di una settimana in Turchia, quindi per stare comodo vorrei attivare una sim all’arrivo per avere internet sullo.smartphone in mobilità. credi che in giornata mi verrà attivata? grazie mille

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