2014, un anno tutto veneziano?

2014, come numero mi piace. Sarà che gli anni pari mi hanno sempre portato fortuna. A parte l’ineguagliabile 2010, anche il 2012 non è stato per niente male. Non mi piace fare classifiche nè considerazioni nostalgiche sulla mia vita, ma visto che uno dei mille propositi dell’anno nuovo è quello di continuare a scrivere sul blog ormai abbandonato a se stesso da troppi mesi, perchè non cominciare proprio da un bel post di buon anno?

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Ho salutato il 2013 con un brindisi su un’altana veneziana, sotto un cielo illuminato dagli immancabili fuochi d’artificio. Nella mia mente scorrevano immagini di terre e volti ormai remoti e lontani, che in realtà avevo lasciato solo qualche mese prima. Son passati ben quattro anni da quando ho deciso di mollare tutto e tutti e di partire alla volta della Siria. 2010, un anno pazzerello e libero, colmo di quelle emozioni che puoi provare solo quando hai 24 anni e nessuna responsabilità. Libera, leggera, forse un po’ incosciente, mi son tuffata con entusiasmo ed ingenuità alla scoperta di un mondo che mi ha affascinata e rapita. Dalla Siria alla Palestina, al cuore del conflitto, della resistenza, forse al cuore stesso dell’umanità. Tra alti davvero alti e bassi a volte profondissimi, per me la Palestina è stata e continua ad essere una lezione di vita, una tappa che ogni uomo dovrebbe fare per aprire gli occhi, capire, parlare, denunciare. C’è chi ci sta una settimana, chi decide di rimanere tutta la vita. La mia tappa è durata due anni. A febbraio scorso ho deciso di partire, perchè non riuscivo più a trovare stimoli, perchè quella prigione che soffoca ogni giorno il popolo palestinese stava pian piano uccidendo anche me. Perchè, come i bambini, ho sempre bisogno di qualcosa di nuovo che stimoli la mia curiosità. Volevo esplorare altre cose, conoscere l’Egitto, capire quel che stava succedendo in Tunisia, avvicinarmi a quei siriani che solo due anni prima avevo salutato con la promessa di rivedere presto. Ho preso il mio fagotto di storie ed esperienze e via…Egitto, Tunisia, Turchia, un breve ritorno in Palestina. Quest’anno così nomade e vagabondo mi ha fatto riapprodare a Venezia, la mia città, abbandonata tanto, forse troppo, tempo fa. La sfida inizia ora. Anzi è iniziata quattro mesi fa quando ho deciso di trasferirmi al Lido di Venezia da sola e ho trovato lavoro come mediatrice culturale in un centro per rifugiati. Sto pian piano riscoprendo la mia città, apprezzandone la bellezza da un punto di vista diverso dove il cielo non è nascondo dalle calli e dove Venezia si manifesta in tutto il suo fascino e cambia colore a seconda dell’umore della laguna. Son tornata a correre, a camminare in montagna, ad apprezzare il gusto ed il senso della libertà. Della libertà di muovermi, di andare dove mi pare senza dover attraversare un check-point, di spostarmi senza che qualcuno mi controlli in continuazione il passaporto.

Rimane però il fatto che da quattro mesi non riesco più a scrivere nel blog, a tenere un diario, ad emozionarmi, a trovare ispirazione e stimoli nelle persone che incontro. Chissà, come ho imparato in Palestina, forse è solo una questione di tempo. Bisogna continuare a darsi da fare, sapendo aspettare. E questo io devo ancora impararlo. Riuscirà il 2014 ad essere un anno tutto veneziano?

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3 risposte a “2014, un anno tutto veneziano?

  1. La vita e’ fatta anche di curve, finche’ non arriviamo a svoltarle non vediamo. Buon cammmino 2014!

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