Istanbul – un viaggio inaspettato

12 novembre 2014. La notizia arriva quando torno dalla Palestina. “Anna, la tua sostituta ha deciso di tornare prima. Dal 1 dicembre e non dal 1 gennaio com’era previsto”. Un preavviso di tre settimane, mica male. Torno a casa e la prima cosa che faccio è cercare i voli per Istanbul. Inizio a fantasticare. Un mese libero, sulla tracce dei migranti siriani tra Turchia e Bulgaria. Poi mi scontro con la realtà. O meglio con la mia capa. Altro che mese libero. Un altro contratto, di un mese in previsione di un contratto di un anno da gennaio (finora solo promesse e io alle promesse non credo). Inizia una contrattazione al contrario. Io che chiedo un mese libero. Lei che non vuole e mi aumenta le ore lavorative. Alla fine, secondo me, sono io a perdere. Interruzione del contratto dall’1 all’8 dicembre e poi 25 ore a settimana fino a fine 2014. 6 giorni ad Istanbul, non rimane spazio per null’altro. In meno di una settimana organizzo il viaggio. Compro il volo, che per una strana coincidenza riesco a farmi finanziare. Cerco i contatti. Tramite i rifugiati siriani a Venezia, amici italiani all’estero, cooperanti, amici di amici di amici. Vale tutto. E alla fine parto. La nuova breve avventura è appena iniziata.

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